Emiliano Zanichelli

Chi sono   

June 12, 2012 at 4:29pm
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Al mare a piedi

Velocemente il cammino si impenna verso l’alto e diviene ascesi, e l’escursione si fa itinerario interiore. M. Jevolella, introduzione a Camminare di H.D.Thoreau

Non saprei dire esattamente quando ho cominciato a pensare che camminare potesse essere qualcosa di interessante. Fino a pochi anni fa per me camminavano quelli a cui l’aveva consigliato il dottore e che non potevano correre. Per strade di campagna, determinati, in tuta. Avevo amici, pochi per la verità, sportivi e appassionati di montagna che facevano trekking. Il loro camminare lo vedevo come la possibilità di arrivare dove altrimenti non sarebbe stato possibile, ma se ci fosse stato il modo di arrivare in un posto in auto, funivia o qualunque altro mezzo di trasporto mai mi sarei sognato di attribuire un valore in più al raggiungerlo a piedi. Poi qualcuno di insospettabile, non sportivo e non montanaro, si è fatto un giro di rifugi dell’Appennino Reggiano, la Mangialonga, abbuffandosi di cinghiale e rosso toscano ad ogni tappa, ed è tornato entusiasta, non solo della parte enogastronomica. Fabrizio, che abita a Fanano (MO), è uscito di casa a piedi ed è arrivato al mare in Versilia. Alcuni amici si sono fatti, tutto o in parte, il cammino di Santiago di Compostela; per Alberto e Virginia è stato addirittura il viaggio di nozze. Antonio, con qualche breve tappa in treno, a piedi è arrivato in Albania ed Elisa si è fatta a piedi la costa ligure realizzando un documentario, e poi anche il tsamin francoprovensal.
Nel frattempo qui attorno sono spuntati Decathlon come funghi. E allora anche io ho cominciato ad andare in ufficio con le pedule, e all’aperitivo al Cafè Teatro con i pantaloni scernierabili e la camicia a quadretti in tessuto sintetico super-traspirante che non si stira e si asciuga all’istante. La cosa finora mi è andata benissimo così: mi sono accontentato volentieri anche solo di fare finta di. Ho letto tanto e praticato pochissimo. Libri di psicoatleti che non riesco a finire nonostante ogni tanti ci riprovi, tanto Rumiz che a piedi, in bici o su una Topolino, è sempre un gran piacere. Ho piazzato qualche citazione di Thoreau su facebook e questo mi è bastato per sentirmi idealmente parte di questa cerchia di camminatori.
Finché è arrivato Alessandro, che non passa le domeniche al Decathlon ma che di solito fa sul serio, che mi dice che gli piacerebbe andare al mare a piedi partendo da casa sua. E lui abita a La Vecchia, poco fuori Reggio Emilia, lungo la statale 63, quella che porta al Passo del Cerreto e poi in Liguria verso La Spezia. Potrebbe prendersi 5 o 6 giorni a fine giugno.
Io non riesco ad immaginarmi quanto tempo ci possa volere per andare da La Vecchia a La Spezia. Glielo chiedo. Non ne ha idea neanche lui. Perfetto, andiamo!

Al mare a piedi

Velocemente il cammino si impenna verso l’alto e diviene ascesi, e l’escursione si fa itinerario interiore.
M. Jevolella, introduzione a Camminare di H.D.Thoreau

Non saprei dire esattamente quando ho cominciato a pensare che camminare potesse essere qualcosa di interessante. Fino a pochi anni fa per me camminavano quelli a cui l’aveva consigliato il dottore e che non potevano correre. Per strade di campagna, determinati, in tuta. Avevo amici, pochi per la verità, sportivi e appassionati di montagna che facevano trekking. Il loro camminare lo vedevo come la possibilità di arrivare dove altrimenti non sarebbe stato possibile, ma se ci fosse stato il modo di arrivare in un posto in auto, funivia o qualunque altro mezzo di trasporto mai mi sarei sognato di attribuire un valore in più al raggiungerlo a piedi.
Poi qualcuno di insospettabile, non sportivo e non montanaro, si è fatto un giro di rifugi dell’Appennino Reggiano, la Mangialonga, abbuffandosi di cinghiale e rosso toscano ad ogni tappa, ed è tornato entusiasta, non solo della parte enogastronomica. Fabrizio, che abita a Fanano (MO), è uscito di casa a piedi ed è arrivato al mare in Versilia. Alcuni amici si sono fatti, tutto o in parte, il cammino di Santiago di Compostela; per Alberto e Virginia è stato addirittura il viaggio di nozze. Antonio, con qualche breve tappa in treno, a piedi è arrivato in Albania ed Elisa si è fatta a piedi la costa ligure realizzando un documentario, e poi anche il tsamin francoprovensal.

Nel frattempo qui attorno sono spuntati Decathlon come funghi. E allora anche io ho cominciato ad andare in ufficio con le pedule, e all’aperitivo al Cafè Teatro con i pantaloni scernierabili e la camicia a quadretti in tessuto sintetico super-traspirante che non si stira e si asciuga all’istante. La cosa finora mi è andata benissimo così: mi sono accontentato volentieri anche solo di fare finta di. Ho letto tanto e praticato pochissimo. Libri di psicoatleti che non riesco a finire nonostante ogni tanti ci riprovi, tanto Rumiz che a piedi, in bici o su una Topolino, è sempre un gran piacere. Ho piazzato qualche citazione di Thoreau su facebook e questo mi è bastato per sentirmi idealmente parte di questa cerchia di camminatori.

Finché è arrivato Alessandro, che non passa le domeniche al Decathlon ma che di solito fa sul serio, che mi dice che gli piacerebbe andare al mare a piedi partendo da casa sua. E lui abita a La Vecchia, poco fuori Reggio Emilia, lungo la statale 63, quella che porta al Passo del Cerreto e poi in Liguria verso La Spezia. Potrebbe prendersi 5 o 6 giorni a fine giugno.

Io non riesco ad immaginarmi quanto tempo ci possa volere per andare da La Vecchia a La Spezia. Glielo chiedo.
Non ne ha idea neanche lui.
Perfetto, andiamo!

Notes

  1. pipcoman reblogged this from emilianozanichelli and added:
    Poi lo avete fatto ? Io è un annetto che ci penso, ma solo la settimana scorsa ho preso la decisione di fare un...
  2. emilianozanichelli posted this